La prima giornata del XXI Convegno di Storia e Fondamenti della Chimica ha offerto un viaggio affascinante attraverso un secolo di scoperte e riflessioni, dal mondo degli atomi fino ai confini dell’universo. Il Dirigente Luca Decembri ha introdotto il Convegno, sottolineando come per la scuola sia motivo di prestigio e di onore aver potuto ospitare un evento di tale rilevanza scientifica e culturale. La mattinata si è aperta con gli interventi di Vincenzo Aquilanti e Vincenzo Schettino, che hanno guidato il pubblico in un percorso tra numeri quantici, sistema periodico e meccanica quantistica, sottolineando il legame profondo tra teoria e realtà chimica. Il dibattito successivo, condotto da Giovanni Villani, ha evidenziato la complessità ma anche la straordinaria fecondità del rapporto tra fisica e chimica. Nel pomeriggio il convegno, presieduto da Antonella Maggio, ha spostato l’attenzione su “Fatti e persone nella storia della Chimica”. Giovanni Appendino ha riportato alla luce la figura dimenticata di Bartolomeo Gosio, mentre Franco Calascibetta ha raccontato con sensibilità la storia di Lydia Monti, pioniera della chimica e delle donne nella scienza italiana del primo Novecento. Sono seguiti gli interventi di Vincenzo Villani sull’ultimo lavoro di Ampère e di Eugenio Torracca, che ha illustrato la straordinaria scoperta dei fullereni, molecole dal fascino cosmico. La giornata si è conclusa con due contributi dedicati all’esperimento di Franck-Hertz e al mistero della santonina gialla, a cura rispettivamente di Eleonora Aquilini e Antonio Testoni, e di Maurizio D’Auria e Rocco Racioppi. Le classi dell’istituto hanno avuto l’opportunità di partecipare agli incontri, ascoltando direttamente i relatori e confrontandosi con temi di grande valore scientifico e culturale. Un primo giorno denso di scienza, memoria e passione, che ha mostrato come la chimica sia una disciplina viva, in continua evoluzione, capace di unire passato e futuro nella stessa reazione di conoscenza.                                                                                                                         Prof.ssa  Serena Baglioni

La seconda giornata del XXI Convegno Nazionale di storia e fondamenti della chimica ci ha condotto nella nostra terra, terra di Arezzo dove già gli Etruschi lavoravano i metalli preziosi. Marilena Ricci ed Emma Cantisani hanno iniziato mostrando i risultati del loro lavoro di indagine archeometrica sulla produzione della terra sigillata, descrivendo le analisi mineralogiche e chimiche effettuate su reperti di oltre duemila anni fa rinvenuti nel nostro territorio. Ha preso quindi parola Roberto Poeti, noto e stimato ex-insegnante del nostro istituto, che ci ha fatto conoscere la straordinaria figura di Antonio Fabroni, il primo chimico aretino. E’ stata poi la volta di Matteo Chioccioli il quale ha illustrato i processi produttivi e le varie vicende storiche che hanno caratterizzato l’attività della Società Toscana Azoto di Figline Valdarno e ci ha trasportato nell’atmosfera delle miniere di lignite con la sua lampada a carburo . Iacopo Ciabatti ci ha affascinato con la storia dell’illusione collettiva di estrarre l’oro dall’acqua di mare, offrendo spunti di riflessione sulle relazioni fra ambizione scientifica ed esigenze politico-finanziarie. Giacomo Montanari ha preso invece in esame le ricette della tradizione greca e siriaca per la preparazione di polveri per trasmutare metalli, mentre Teresa Celestino ci ha accompagnato nel mondo dell’alchimia metallurgica e dell’arte antica della lavorazione dei metalli che comprendeva anche la saldatura. Angela Celauro ha quindi presentato gli esiti di esperimenti e studi sugli antichi processi di raffinazione dell’oro lasciando poi la parola ad Alessandro Pacini che ci ha dato una dimostrazione pratica dell’antica tecnica di definizione del titolo di metalli nobili e leghe preziose con il saggio alla pietra di paragone. Hanno terminato la giornata Rinaldo Psaro con la descrizione della granulazione etrusca e David R. Loepp con le analisi e gli studi dei processi chimico fisici coinvolti nella formazione delle leghe shakudo. Anche in questa giornata alcuni dei nostri studenti delle articolazioni dell’indirizzo chimico hanno avuto la preziosa occasione di ascoltare importanti chimici, esperti di archemetallurgia, professori, ricercatori ma soprattutto testimoni della passione per la chimica e la sua storia.

Prof.ssa  Genny Tigli

La terza giornata del Convegno ha offerto una panoramica affascinante della chimica vista da molteplici prospettive, unendo scienza, arte e storia. La sessione mattutina, presieduta da Marco Fontani, si è aperta con l’intervento della professoressa Alessia Daveri, docente del nostro Istituto, che ha illustrato come la chimica possa essere messa al servizio dell’arte. Sono seguiti gli interventi di Ferdinando Abbri, dedicato alla storiografia chimica in Unione Sovietica e in Ungheria, e di Yeghis Keheyan e Varoujan Aharonian, che hanno esplorato il legame tra chimica e alchimia in Armenia. Successivamente, Angelo Bassani ha illustrato i contributi italiani all’areometria, Massimo Betti ha approfondito il tema delle misure e proporzioni nella scienza, Paola Carusi ha presentato un interessante studio sull’ouroboros e la sua descrizione scientifica, mentre Antonino Drago ha chiuso la sessione con una riflessione sui potenziali chimici e le loro formulazioni teoriche. Nel pomeriggio, presieduto da Paola Carusi e dedicato alle importanti ricorrenze, Marco Fontani, Mary Virginia Orna e Mariagrazia Costa hanno ricordato il centenario della scoperta del renio e la vicenda dei suoi scopritori. Maria Vittoria Barbarulo ha poi illustrato le più recenti applicazioni di questo elemento in catalisi, radiofarmaci e antimicrobici, mentre Silvia Selleri e Andrea Angeli hanno concluso la giornata parlando della tripla ricorrenza legata alla morfina. Le classi dell’istituto che hanno potuto partecipare hanno seguito con interesse e curiosità le varie presentazioni, apprezzando le discussioni e l’opportunità di approfondire la dimensione storica e culturale della chimica.

Prof.ssa  Serena Baglioni

Giovedì 9 ottobre 2025 si è concluso il Convegno di Storia e Fondamenti della Chimica con una mattinata ricca di interventi di alto livello. La sessione dedicata ai Fondamenti e alla Didattica della Chimica, presieduta dal professor Eugenio Torracca, si è aperta con la relazione di Giovanni Paoloni sugli insegnamenti scientifici nella scuola post-unitaria, seguita dall’intervento di Elena Ghibaudi sull’evoluzione del concetto di legame chimico. Giuliano Moretti ha poi proposto una nuova definizione di numero di ossidazione, mentre Goffredo Rosini ha concluso la sessione con un toccante contributo su Il valore dell’impurezza, ricordando Primo Levi. La seconda parte, presieduta da Francesca Turco e dedicata a Il ruolo dei Musei, ha visto gli interventi di Maria Antonietta Carpentieri, Valentina Domenici e Luca Rocca, che hanno illustrato il valore storico e didattico degli strumenti scientifici. La giornata si è chiusa con la presentazione del progetto VA3SCODI e con la relazione di Maria Teresa Gandolfi sulla memoria chimica conservata al Biblio-Museo “G. Ciamician” di Bologna.

La nostra scuola è orgogliosa di aver ospitato un evento di tale portata e ringrazia tutti i relatori, la GNSFC, il dottor Jacopo Ciabatti, le aziende TCA CIMA CHEMICALS e tutti gli altri sponsor (TERA, ITALIMPIANTI ORAFI, KAR, LAPI, METALOR, Federfarma Areezzo) per l’eccellente organizzazione e per aver coinvolto la nostra scuola in questa importante iniziativa.

Prof.ssa  Serena Baglioni